Terapia chirurgica ambulatoriale, laserterapia endoscopica, percutanea e sclerosante delle varici e delle piccole varicosità reticolari degli arti inferiori e del volto
Trattamento delle vene varicose degli arti inferiori
Anche se non esiste una cura radicale per la malattia varicosa, il medico flebologo è in grado di alleviarne la maggior parte dei sintomi.
Esistono diverse opzioni di trattamento. Le cure si distinguono in conservative, come la terapia elastocompressiva e farmacologica, e ablative, che comprendono trattamenti mini-invasivi come procedure endovascolari con Laser e Radiofrequenza, scleroterapia e interventi chirurgici conservativi o asportativi.
La maggior parte degli esperti nel campo della flebologia considera l’ablazione termica Laser o mediante Radiofrequenza come prima scelta per la cura chirurgica della malattia varicosa, poiché globalmente accettata come metodo più sicuro, semplice ed efficace, con buoni risultati nel lungo termine.
Norme igienico-comportamentali
Esistono misure cautelative che aiutano a ridurre la sintomatologia e a rallentare la progressione della malattia:
- non stare fermi in piedi o seduti per periodi troppo lunghi;
- eseguire movimenti di dorsiflessione dei piedi;
- evitare l’esposizione diretta delle gambe a fonti di calore;
- dormire tenendo gli arti più alti rispetto al resto del corpo;
- camminare ogni giorno per almeno 20 minuti;
- fare le scale a piedi;
- praticare attività fisica preferendo il nuoto e la marcia.
Vanno invece evitati sport come calcio, tennis, equitazione, arti marziali, pesistica, ciclismo agonistico, basket e pallavolo.
Anche l’alimentazione corretta è importante: si consiglia una dieta sana e leggera, ricca di frutta come mirtilli, arance, limoni e kiwi.
La terapia elastocompressiva
L’introduzione delle calze elastiche graduate ha rappresentato uno dei trattamenti più importanti per la stasi venosa, diventando la terapia conservativa di riferimento.
Le calze elastiche esercitano una contropressione esterna che favorisce il ritorno venoso verso il cuore, contribuendo a ridurre la stasi. La compressione viene misurata in mmHg e le calze si distinguono in quattro classi; le più utilizzate sono la classe 1, preventiva, e la classe 2, terapeutica.
La terapia compressiva è tipicamente usata per alleviare temporaneamente i sintomi associati alle vene varicose, ma non rappresenta una soluzione definitiva al problema di fondo.
La terapia farmacologica
I farmaci utilizzati nell’insufficienza venosa cronica hanno lo scopo di migliorare il tono vascolare e la permeabilità capillare, favorire il ritorno venoso e ridurre il danno infiammatorio dell’endotelio, con conseguente miglioramento della sintomatologia.
Tra le sostanze utilizzate rientrano bioflavonoidi, glucosamminoglicani e farmaci emoreologici. In presenza di complicanze tromboflebitiche può rendersi necessaria una terapia anticoagulante.
Il trattamento endovascolare
Il trattamento endovascolare della vena grande e piccola safena e delle vene radicolari, che comprende Laser e Radiofrequenza, è una procedura percutanea mini-invasiva che offre numerosi vantaggi rispetto al trattamento chirurgico tradizionale.
Lo scopo della procedura è quello di chiudere la vena dall’interno utilizzando il calore. Si esegue in anestesia locale e sotto guida ecografica. La vena malata viene punta con un ago cannula attraverso il quale viene introdotto un catetere che consente l’inserimento della fibra ottica o del dispositivo per Radiofrequenza.
Il trattamento permette di evitare cicatrici cutanee e i rischi di un’anestesia spinale, di ridurre il dolore durante l’intervento e nel post-operatorio, di migliorare la qualità di vita del paziente e di favorire una più rapida ripresa delle normali attività quotidiane e lavorative.
Il paziente viene invitato a camminare precocemente e può tornare a casa poche ore dopo il trattamento. Studi internazionali riportano risultati funzionali ed estetici ottimali, con un basso tasso di recidive anche a distanza di anni.
Il trattamento Laser transdermico
Il trattamento Laser transdermico utilizza una luce laser trasmessa attraverso la cute mediante speciali manipoli, con lo scopo di raggiungere anche vasi di piccole dimensioni, come le teleangectasie del volto e delle gambe, i cosiddetti capillari.
La luce laser fotocoagula il vaso, che in pochi secondi può ridursi fino a scomparire in modo definitivo.
Legatura alta e stripping della vena safena
Questa tecnica tradizionale è oggi sempre meno utilizzata a favore dei trattamenti endovascolari. Consiste nella rimozione della vena safena tramite una procedura chirurgica più invasiva, generalmente gravata da maggior disagio per il paziente e da un tasso di recidive più elevato nel follow-up.
La flebectomia
La flebectomia consiste nella rimozione di una vena attraverso una piccola incisione in anestesia locale. Mediante uno strumento dedicato vengono agganciati e asportati i rami varicosi. Questa tecnica può essere eseguita in associazione con la procedura primaria oppure in un momento successivo.
La scleroterapia
In molte strutture la scleroterapia viene utilizzata per trattare vene safene incompetenti, vene reticolari e piccole teleangectasie. Si tratta di un trattamento ambulatoriale di cui è ampiamente documentata l’efficacia.
Le soluzioni sclerosanti adatte sono diverse ed è compito dello specialista scegliere quella più indicata per il singolo caso. Negli ultimi anni si è confermata l’efficacia di soluzioni sclerosanti trasformate in schiuma tramite miscelazione con aria o anidride carbonica.
La Trap
La Trap rappresenta una variante della classica scleroterapia e si differenzia per alcuni accorgimenti tecnici e farmacologici. Pur potendo risultare efficace se ben eseguita, la rigenerazione dei vasi talvolta attribuita a questa metodica non è supportata dalla comunità scientifica.
Il follow-up dopo il trattamento
Le visite di follow-up sono importanti per verificare se il trattamento abbia prodotto i risultati desiderati, indipendentemente dalla tecnica adottata.
La malattia venosa può ripresentarsi anche a distanza di anni dalla procedura. Per questo motivo il follow-up annuale è fondamentale e rappresenta una sorveglianza importante per individuare l’eventuale ricomparsa della malattia.